Stranizza d’Amuri: incontro con il regista


Domenica 2 Aprile allo spettacolo delle 20.30 Beppe Fiorello saluta il pubblico presente in sala

Sicilia, estate 1982. Nino è il figlio maggiore in una famiglia di creatori di fuochi d’artificio: gente onesta, allegra e laboriosa. Il ragazzo ha appena terminato il liceo con profitto e il suo regalo è stato quel motorino con cui scorrazza gioiosamente attraverso la campagna siciliana. Gianni è un suo coetaneo tornato dal riformatorio che vive in un altro paese con la madre e il patrigno che gli ha dato un lavoro nella sua officina e un tetto sopra la testa, ma che lo tratta con continuo disprezzo. Di fronte all’officina c’è il bar i cui avventori si dilettano a prendere in giro il ragazzo additandolo come omosessuale. Un giorno, mentre Gianni sta andando a consegnare un Ciao ad un cliente, Nino lo sperona con il suo motorino: è la scintilla che accende un’amicizia meravigliosa, che potrebbe condurre a qualcosa di molto più profondo. Ma la Sicilia rurale dei primi anni Ottanta non è il luogo per questo tipo di relazioni dai confini incerti.

Dedicato a Giorgio e Antonio, vittime del delitto di Giarre, avvenuto nel 1980 in provincia di Catania

(ingresso speciale € 5,50 – ridotto a € 4,50 Arcigay/Agedo)

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Stranizza d’amuri

Il film racconta la storia di Gianni, un giovane omosessuale di diciassette anni senza amici e bullizzato. L'unica persona in cui Gianni trova conforto è la madre Lina, che lo sostiene sempre. La vita di Gianni, però, cambia quando incontra Nino.

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