Regista in sala – “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo”


Lun 2 Febbraio alle ore 20.30 il regista Simone Manetti sarà ospite in sala

“Giulio Regeni – Tutto il male del mondo”

Regia: Simone Manetti

Genere: Documentario – 1h40′


Sinossi: Giulio Regeni – Tutto il male del mondo è il primo documentario che ricostruisce la verità giudiziaria sul sequestro, le torture e l’omicidio del ricercatore italiano ritrovato ucciso nei pressi del Cairo il 3 febbraio del 2016. A raccontare la storia di Giulio, per la prima volta, sono i suoi genitori, Claudio Regeni e Paola Deffendi. Un padre e una madre che per arrivare alla verità hanno sfidato la dittatura militare di Abdel Fatah al-Sisi.
Accanto a loro, la testimonianza esclusiva di Alessandra Ballerini, l’avvocato che li ha assistiti nella lunga battaglia legale che nel 2023, a distanza di otto anni dalla scomparsa di Giulio, ha portato al processo contro quattro agenti della National Security egiziana.
Iniziato nella primavera del 2024, il processo andrà a sentenza entro la fine del 2026.


Il Regista: Simone Manetti (Livorno, 1978) è un regista e documentarista, esordisce alla regia nel 2016 con Goodbye Darling, I’m Off to Fight, selezionato ai Nastri d’Argento come Miglior Documentario di Cinema del Reale. Nel 2019 presenta al Torino Film Festival Sono innamorato di Pippa Bacca, confermando una poetica attenta alla fragilità umana e ai territori in cui privato e politico si sovrappongono. Nel 2020 dirige per Sky la miniserie Il Forteto, seguita nel 2021 da Marta – Il delitto della Sapienza, finalista al Globo d’Oro. Nei suoi lavori, l’indagine giornalistica si intreccia costantemente con uno sguardo intimista e profondamente narrativo. Nel 2024 firma la docuserie internazionale Il Giovane Berlusconi, realizzata per il canale franco-tedesco ARTE e distribuita in Italia da Netflix e, nello stesso anno, presenta Rigenerazione prodotto da Think | Cattleya, al Giffoni Hub durante la Mostra del Cinema di Venezia. Nel 2025 dirige Achille Lauro – The Terror Cruise, documentario coprodotto dalla televisione pubblica tedesca e da ARTE. Parallelamente esplora la finzione cinematografica: Goodbye Baghdad segna il suo primo passo nel racconto narrativo, mantenendo l’impronta realista che caratterizza tutto il suo lavoro. Giulio Regeni, Tutto il male del mondo, documentario che affronta uno dei casi più complessi e dolorosi della storia recente italiana, è il suo ultimo lavoro.



Note di Regia: Il docufilm non è un film d’inchiesta né un racconto true crime, ma un viaggio che attraversa questa storia dal punto di vista più intimo e vicino possibile a Giulio Regeni. Le voci che compongono la narrazione sono esclusivamente quelle di chi, in forme diverse, ha vissuto questa vicenda direttamente sulla propria pelle.
Una storia privata che si intreccia progressivamente con una dimensione pubblica e geopolitica, senza mai perdere il proprio centro umano.
Il repertorio è utilizzato come una vera e propria macchina del tempo: non come commento o ricostruzione ex post, ma come esperienza del presente, capace di restituire gli eventi mentre accadono. Accanto al repertorio mediatico e giuridico, il film fa uso di un repertorio generico – o found footage – di luoghi, azioni e immagini quotidiane, che costruiscono un affresco visivo e sonoro per immersione, non per spiegazione.
La narrazione non procede per rotture o accelerazioni. Non arrivano mai delle ondate. Il film avanza come una marea lenta e costante: ogni sequenza aggiunge un livello, costruisce tensione per accumulo e persistenza.
Simone Manetti


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Giulio Regeni – Tutto il male del mondo

Attraverso la voce dei genitori di Giulio Regeni, il documentario ricostruisce il sequestro e l’omicidio del ricercatore e la battaglia per la verità che ha portato, nel 2023, al processo contro agenti egiziani.

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